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Agriturismo La Chiesuola

Se si desidera calma e concentrazione questo è l’agriturismo adatto a voi.

Le camere, tutte provviste di bagno privato, sono ammobiliate in modo accurato, con ricchi tappeti e mobili in legno massello. La colazione viene servita in un salottino interno dove è possibile ammirare la pregiatissima collezione di ceramiche della proprietaria. Degna di nota è la sala da pranzo, usata anche per i buffet, arredata con un grande cammino in marmo.

L’agriturismo si affaccia su un antico querceto e ha un bel giardino a disposizione degli ospiti, animato da Ettore, il Golden Retriver dei proprietari. L’area è arredata con uno spazioso gazebo, ideale per trascorrere gradevoli serate estive. La piscina all’aperto, posta davanti al maestoso querceto, rende il contatto con la natura circostante ancora più intenso.

Coloro che amano passeggiare con un breve percorso possono raggiunge il borgo di Bagnaia e Villa Lante.

Agriturismo La Chiesuola

Strada Chiesuola, 16.

01100 Bagnaia- Viterbo

Tel 0761/289524

Cell 3473141878  – 3475989015

http://www.lachiesuola.it

info@lachiesuola.it

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La prima domenica di Maggio Festa del Crocefisso, ogni anno viene celebrata la S.Messa presso un diverso Crocefisso che si trova in luoghi differenti del Paese .

Per il Corpus Domini processione con infiorata per le vie del Paese.

16 agosto Patrono di Bagnaia, S.Rocco, con Messa all’aperto a Villa Lante e sagra degli stracci (pasta).

La prima domenica di Ottobre festa della Madonna del Rosario con processione per le vie del Borgo.

Per tutto il periodo natalizio vengono allestiti due presepi: uno all’interno della Chiesa del Rosario con rappresentazioni sceniche di Bagnaia e l’altro in una cripta dell’Oratorio della Confraternita di S.Giovanni con statue a grandezza naturale.

IL PALAZZETTO

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Nascosto dietro un portoncino nel cuore di Bagnaia  si trova il b&b “Il Palazzetto” gestito da Simonetta, una signora accogliente e gentile.

La struttura è ricavata in un bel edificio del 1500, sviluppato su cinque piani, completamente ristrutturato con buon gusto, stile e particolare cura dei dettagli.

Le camere molto luminose hanno bagno privato con inserti in peperino, sono dotate di connessione wi fi e di TV. La colazione viene servita nella saletta al primo piano, in un ambiente molto famigliare.

Le scale, originarie del palazzo, possono risultare un po’ scomode, ma l’attico con il bel terrazzino panoramico sulla piazzetta del paese ripaga della salita.

La struttura è un punto di appoggio ideale per visite nella Tuscia, soggiorni termali e di lavoro. “Il Palazzetto” si trova a soli 2 minuti da Villa Lante, dal suo parco e dal borgo.

Il Palazzetto
Via Gianbologna, 7
01100 Bagnaia – Viterbo
Tel 329.8283277 – 3315843320
info@ilpalazzettobagnaia.it

Fontana del Pegaso

 

Angioletto - Particolare Fontana del Pegaso

Collocata al di fuori del muro di cinta che chiude i giardini e la villa, in un piano più in basso e defilato al margine del Barco di caccia. Fu sin dall’inizio immaginata dal cardinal Gambara, come illustra l’affresco con il progetto della villa nella loggia inferiore della palazzina cardinalizia. Fu il cardinale Montalto a darle aspetto definitivo.Vi è raffigurato al centro Pegaso, il mitologico cavallo che  battendo lo zoccolo sul monte Elicona, il monte sacro abitato dalle Muse, fa scaturire la sorgente di Ippocrene la cui acqua è fonte dell’ispirazione poetica. Sin dal progetto iniziale sulla alta balaustra si dovevano collocare le statue delle Nove Muse, affiancate agli angoli estremi da quelle di Apollo e da Orfeo, poi semplificate in busti dalle semplici fattezze scolpite.

Il Pegaso e Angioletto - particolare Fontana del Pegaso

Questa fontana è preludio delle bellezze e del complesso percorso della villa: ne sono le protagoniste l’acqua e la poesia armonizzate insieme, assimilate dall’essere entrambe fonti di rigenerazione, sorgenti di vita materiale e spirituale. Anche  un contesto profano può accompagnare l’uomo nel percorso di salvezza! Il sogno del cardinale Gambara è divenuto realtà.

IL BARCO

Nel 1498 il cardinal Raffaele Sansoni Riario cinge la verde tenuta al di fuori del borgo di un muro di cinta  e successivamente  il nipote, Cardinale Ottaviano Riario Visconti, edifica una piccola palazzina di servizio alle attività venatorie.  Questo è l’edificio più antico di Villa Lante, ha un’architettura semplice  ancora legata allo stile quattrocentesco, lo stemma con il fiore e il biscione che compare in facciata è quello di Ottaviano Riario Visconti.

Nel 1523 il Cardinale Niccolò Ridolfi fa costruire un acquedotto per convogliare le acque della vicina sorgente Votamare all’interno del parco. L’acqua è raccolta in un’ampia vasca detta Conservone che a sua volta alimenta i numerosi bacini nascosti tra le frode del barco fino a distribuirla alle fontane della Villa.

Tra queste ricordiamo la Fontana dei Leoncini, opera realizzata in peperino per volontà del Cardinal Montalto, committente anche della più nota Conserva della neve o Neviera creata per assecondare la golosità del cardinale per alimenti e bevande a temperatura ghiacciata.

Appartiene ad una antica tradizione la pratica di dotare una residenza principesca di un luogo di particolare suggestione naturalistica ove dedicarsi alla caccia, rituale simbolico di classica memoria in cui l’uomo può esprimere il dominio da lui esercitato sul contesto naturale.

Il Barco trova un’ulteriore ragion d’essere nell’essere contiguo al giardino all’italiana che rappresenta per sua natura l’organizzazione razionale e geometrica imposta dall’uomo ad un ambiente naturale e selvaggio.

Ben ci aiuta a comprendere la natura e l’aspetto del barco di Bagnaia la descrizione di Fabio Arditio fatta in occasione della visita di papa Gregorio XII nel 1578 «il barco vicinissimo al castello, il quale per esser voto d’animali, ritiene solo il nome di barco, essendo hora un sopramodo bello et delizioso giardino con bellissimi viali, coperti da l’ombre di diverse sorti d’arbori, la maggior parte fruttiferi, oltr’a i boschetti, parte rusticamente prodotti dalla natura et parte piantati con industria et arte»; o anche la Descrittione del bargo di Bagnaia del 1588: «sotto alla detta fonte di Bacco c’è un castagneto, sotto il quale ci è il pozzo del giaccio con una capanna; sotto il castagneto si trova una fonte chiamata la fonte dell’anatre […] circondata da cipressi, come una spallieretta di lentiggini a torno et un boschetto di cerase marine et altre verdure. Camminando al quanto di qua et di là di detto viale si trova una piantata di frutti di diverse sorte con viti. Ma vi erano anche una «piantata di persiche, una piantata di prugne, un boschetto d’abeto e leccio, una cerchiata di viti et arbori fruttiferi».

La rappresentazione della villa affrescata nella loggia della palazzina Gambara ci descrive proprio questa mescolanza armonica tra il giardino, i parterres regolari, i boschetti artificiali e i viali sempre composti secondo sapienti schemi compositivi, ed il paesaggio circostante dotato di selve, frutteti e terreni coltivati. La ricerca di una continuità, di un equilibrio tra giardino progettato e paesaggio, tra impianti regolari giardini di fiori e viali, con frutteti di delizie ed ampie aree coltivate a vigna rappresenta una costante significativa in tutte le ville rinascimentali.

palazzina montalto

Presente nel progetto originario del Gambara, fu realizzata successivamente da Alessandro Damasceni eletto Cardinale Montalto.

Anche in questo secondo edificio, costruito a immagine del primo secondo il progetto iniziale, si ritrovano gli emblemi del fondatore, i monti, i rami con le pere, i leoni rampanti e in ultimo la stella a otto punte (derivazione dalla moltiplicazione dell’ottagono.

scorcio

Il numero otto era simbolo particolarmente caro ai primi Cristiani, in quanto riconducibile alla salvazione eterna).

Fontana dei Fiumi

La fontana dei fiumi, anche chiamata dei Giganti, si offre come scenografico scenario della Mensa del Cardinale.

Arno e Tevere

Essa suscita al visitatore moderno quel medesimo effetto di monumentale quinta teatrale che certamente accendeva lo stupore dei commensali della mensa del Cardinale.

Le potenti figure adagiate nella posa tipica delle divinità fluviali, sebbene non presentino attributi specifici se non le cornucopie della abbondanza che l’acqua porta per sua natura, sono identificati nell’inventario Inventarium bonor Palatii Bagnaiae et illius barchi redatto nel 1588 per conto della Camera Apostolica come i fiumi Arno e il Tevere.

Arno e Tevere

Nel complesso percorso simbolico la presenza dell’Arno, fiume di Firenze e del Tevere, fiume di Roma, trova la sua motivazione nel voler rendere visibile il legame politico con la Chiesa di Roma e con la famiglia de’ Medici che donò al Cardinale Gambara abeti per il barco (nota 74 pag. 41).